Il taglio robotizzato

In piena diffusione tra i nostri prati una moda che pone la tecnologia al servizio della comodità: l’uso di robot tagliaerba. In commercio se ne contano innumerevoli modelli di svariate marche, con costi a partire da qualche centinaio di euro fino a diverse migliaia. Di solito sono programmabili e molti sono controllabili da remoto grazie a comode app dedicate.

I tosaerba robotizzati meno economici sono in grado di lavorare anche su superfici con pendenze fino al 45% a patto che non presentino ostacoli: hanno quattro ruote motrici e meccanismi di sicurezza attivi in caso di ribaltamento. Alcuni robottini non necessitano del filo perimetrale per funzionare, a differenza della maggior parte dei loro concorrenti, per i quali gli installatori devono prevedere cavi interrati che circoscrivano l’area d’utilizzo; molto spesso, poi, a causa delle caratteristiche proprie del robot, occorrono interventi manuali di tosatura delle bordature.

Esistono robot automatici o semiautomatici: i primi riconoscono il proprio livello di batteria e, raggiunta una determinata soglia, raggiungono in autonomia la loro postazione di ricarica, rimettendosi in azione una volta che la batteria risulti pienamente alimentata; differentemente, i secondi si fermano nel punto in cui esauriscono la carica.

Ciò che ci sentiamo di suggerire, è la scelta di un robot che effettui il mulching, ovvero le operazioni di tritamento e di sminuzzatura dei residui di erba, che restano poi depositati sul terreno dove la microflora del tappeto erboso provvede al loro deterioramento. Un modo naturale di fertilizzare il suolo.

A prescindere dal modello, tra i vantaggi visibili dell’uso di un qualsiasi tagliaerba robotizzato troviamo il sistema rotativo, una modalità di taglio randomizzato grazie alla quale si evita il classico “disegno a fasce” sul nostro tappeto erboso.

Ma attenzione: il fatto di possedere un robot da taglio non è sinonimo della possibilità di non occuparsi più di manutenzioni, ed è il nostro aiutante stesso ad averne bisogno. È necessario tenere sotto controllo il livello di affilatura delle lame – da sostituire una volta all’anno – di modo che si contenga il rischio di patologie fungine e di disidratazioni.

In conclusione, il taglio robotizzato sicuramente semplifica la vita, ma, come nella maggior parte delle situazioni, al robot va affiancato il giudizio umano: la macchina, difatti, non riconosce la presenza di sintomi di malattie, di infestanti o, genericamente, di problematiche legate alla salute del tappeto erboso!