Il taglio del tappeto erboso

In previsione dell’estate, hai eseguito un primo taglio netto e molto basso al tuo prato?
Niente di più sbagliato!

Sai come viene chiamata quest’operazione comune quanto dannosa? Si parla di scalping, un inglesismo che sta a indicare un taglio dell’erba effettuato a livello del suolo. Una pratica che in passato veniva addirittura raccomandata, al fine di stimolare la nuova crescita vegetativa fogliare. Si è solo in seguito scoperto che una rasatura così bassa ostacola lo sviluppo delle radici, parte vitale del tappeto erboso, che gli consente di resistere alle carenze idriche e di reagire agli altri stress ambientali. E poi, mediante una prassi simile, viene favorito anche l’ingiallimento del nostro prato.

E allora, quali sono le attuali raccomandazioni in materia di rasatura dell’erba? Due le regole principali da tenere sempre in considerazione: tagliare al massimo 1/3 della lunghezza fogliare e, in ogni caso, tagliare all’altezza massima consigliata per le specie che compongono il nostro tappeto erboso. Sono da considerarsi difatti le specificità di ciascuna tipologia vegetativa: ve ne sono, ad esempio, alcune che tendono a propagarsi orizzontalmente a contrario di altre, dallo sviluppo verticale diritto. In pratica, falciare il prato senza scendere al di sotto della lunghezza ottimale genera forza e resistenza. Non dimenticartene soprattutto nei mesi più caldi: altezza maggiore significa maggiore disponibilità energetica e dunque maggiore tolleranza e prevenzione.

Alle direttive sopra elencate aggiungiamo di avere l’accortezza di operare lo sfalcio solo quando il prato è asciutto e di adoperare tosaerba accuratamente affilati: specialmente se l’erba verrà poi lasciata sul suolo (vedi rubrica dedicata al mulching), deve essere necessariamente ben sminuzzata. L’estetica del tappeto erboso è salvaguardata anche dalla variazione di direzione e percorsi di rasatura.