Potatura alberi

Oltre che per questioni di natura di sicurezza e di salute dei nostri alberi, abbiamo visto negli articoli precedenti che esistono anche potature a scopo puramente ornamentale. Anche in tal circostanza, comunque, non vanno assolutamente dimenticati taluni accorgimenti per mantenere la pianta bella e florida. L’esperto potatore, innanzitutto, deve approcciarsi alla potatura in maniera differente a seconda del portamento dell’albero, che può essere ovoidale, espanso, fastigiato, arrotondato, conico o piangente.

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Prima di impostare l’intervento, ci si deve interrogare sul suo scopo finale. Vi sono quindi potature di allevamento, attuate per orientare un indirizzo di crescita alla giovane pianta; potature di trapianto, di risanamento e di mantenimento per piante adulte, atte a eliminare le parti morte, morenti, danneggiate e gli elementi causa di stress; potature di fruttificazione, finalizzate ad assecondare lo sviluppo di rami con frutti o fiori; potature di ristrutturazione, eseguite per riportare alla forma produttivamente corretta; potature fitosanitarie.

Questi interventi possono essere eseguiti mediante tagli di raccorciamento rami (spuntature o speronature, a seconda che si tratti rispettivamente della parte apicale o basale), capitozzature (rimozione di intere branche o persino di tutta la chioma), tagli di soppressione (completa recisione del ramo), tagli di ritorno (asportazione di un ramo per agevolare la crescita di un nuovo ramo sottostante che sia grande almeno 1/3 del primo, evitando in questa operazione di generare precari monconi tra un ramo e l’altro).

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A questo punto, il potatore deve regolarsi a seconda dei tempi migliori: varietà diverse reagiscono con barriere di compartizione di differente spessore e (quindi) di differente resistenza e i periodi di minor attività vegetativa non coincidono per ogni specie. In particolare, bisogna potare dopo la caduta delle foglie e necessariamente prima della ripresa vegetativa per la pianta caducifoglia; è preferibile attendere la fine dell’inverno e l’estate inoltrata invece per la potatura degli alberi sempreverdi. Gli arbusti vanno potati a seconda del periodo di fioritura: se si tratta di un elemento a fioritura primaverile, le gemme nascono sui rami dell’anno precedente, dunque si può potare al termine della fioritura; qualora avessimo invece a che vedere con arbusti di fioritura estiva, le gemme si originerebbero sui nuovi rami, pertanto la potatura dovrà essere effettuata alla fine dell’inverno e in maniera più consistente.

In ogni caso, è sconsigliato eseguire potature in periodi invernali troppo freddi, nei quali la pianta potrebbe subire consistenti danni per il gelo, così come in primavera inoltrata, momento nel quale vi sarebbe troppo dispendio di linfa e di riserve per la nuova produzione di foglie. Ovviamente, le porzioni morte o secche dell’albero possono e devono essere recise in qualsiasi periodo dell’anno ci si trovi.

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In quale quantità potare dipende poi, oltre che dalla specie, anche dall’età e dal vigore della pianta. Mai bisogna comunque superare un quarto della dimensione complessiva della chioma (parametro che si riduce al 10% del totale in estate), fatta eccezione per forme obbligate. Il taglio non deve superare i 7 cm, deve essere effettuato con precisione non procurando sfilacciature o lacerazioni, rispettando il collare e tenendosi distanti dal punto di intersecazione tra tronco e ramo e dell’internodo.